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	<title>Zannaflower &#187; Tornare alla terra</title>
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	<description>"Salendo le scale ci ha spaventato il silenzio"</description>
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		<title>Due mesi (s-blocco dello scrittore)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[
E ancora una volta leggere, e ancora una volta procrastinare e ricordare e sbagliare e fingere e finire e ricominciare. E ancora una volta negare, affermare, non pensare, rimuginare.
E ancora una volta, abbozzare, affastellare, coprire, celare, dimenticare.

Non scrivere.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E ancora una volta leggere, e ancora una volta procrastinare e ricordare e sbagliare e fingere e finire e ricominciare. E ancora una volta negare, affermare, non pensare, rimuginare.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E ancora una volta, abbozzare, affastellare, coprire, celare, dimenticare.<br />
</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Non scrivere.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-632" title="il_blocco_del_lettore" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/11/il_blocco_del_lettore-300x300.jpg" alt="il_blocco_del_lettore" width="300" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>&#8220;La vita è uniforme e compatta come una coperta infeltrita.&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
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		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoti impercettibili]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la volta buona per potermi convincere che tutti i miei passati erano bruciati e dimenticati, come se non fossero mai esistiti.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Quante volte, quando m&#8217;accorgevo che il mio passato cominciava a pesarmi, che c&#8217;era troppa gente che credeva d&#8217;avere un credito aperto con me, materiale e morale, per esempio a Macao i genitori delle ragazze del «Giardino di Giada», dico quelli perché non c&#8217;è niente di peggio delle parentele cinesi per non potertele togliere di torno, &#8211; eppure io quando ingaggiavo le ragazze facevo patti chiari, con loro e con le famiglie, e pagavo in contanti, pur di non vedermeli tornare sempre lì, madri e padri striminziti, in calze bianche, con la cestina di bambù odorosa di pesce, con quell&#8217;aria spaesata come venissero d&#8217;in campagna, mentre poi abitavano tutti nel quartiere del porto, &#8211; insomma quante volte, quando il passato mi pesava troppo addosso, non m&#8217;aveva preso quella speranza del taglio netto: cambiare mestiere, moglie, città, continente, un continente dopo l&#8217;altro,  fino a far tutto il giro, consuetudini, amici, affari, clientela. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Era un errore, quando me ne sono accorto era tardi. Perché a questa maniera non ho fatto altro che accumulare passati su passati dietro le mie spalle, moltiplicarli, i passati, e se una vita mi riusciva troppo fitta e ramificata e ingarbugliata per portarmela sempre dietro, figuriamoci tante vite, ognuna col suo passato e i passati delle altre vite che continuano ad annodarsi gli uni agli altri. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Avevo un bel dire ogni volta: che sollievo, rimetto il contachilometri a zero, passo la spugna sulla lavagna: l&#8217;indomani del giorno in cui ero arrivato in un paese nuovo già questo zero era diventato un numero di tante cifre che non stava più sui rulli, che occupava la lavagna da un capo all&#8217;altro, persone, posti, simpatie, antipatie, passi falsi (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Il passato è come un verme solitario sempre più lungo che mi porto dentro arrotolato e non perde gli anelli per tanto che mi sforzi a svuotarmi le trippe in tutti i gabinetti all&#8217;inglese o alla turca o nei buglioli delle prigioni o nei vasi degli ospedali o nelle fosse degli accampamenti, o semplicemente nei cespugli, guardando bene prima che non ne salti fuori un serpente, come quella volta in Venezuela.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"> Il passato non te lo puoi cambiare come non puoi cambiarti il nome, che per quanti passaporti io abbia avuto, con nomi che nemmeno me li ricordo, tutti m&#8217;hanno sempre chiamato Ruedi lo Svizzero: da qualsiasi parte andassi e comunque mi presentassi c&#8217;era sempre qualcuno che sapeva chi ero e cos&#8217;avevo fatto (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta. E così se per caso mi viene da soffermarmi su un particolare qualsiasi d&#8217;una giornata qualsiasi, la visita d&#8217;un cingalese che vuol vendermi una covata di coccodrilli neonati in una vaschetta di zinco, posso star sicuro che anche in questo minimo insignificante episodio è implicito tutto quel che ho vissuto, tutto il passato, i passati molteplici che inutilmente ho cercato dì lasciarmi dietro le s</span></em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">palle, le vite che alla fine si saldano</span></em><em><span style="font-size: small;"> in una vita globale, la mia vita (&#8230;) &#8220;</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"><br />
</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8220;Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore&#8221; I. Calvino.<img class="aligncenter size-medium wp-image-616" title="la-strada" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/08/la-strada-265x300.jpg" alt="la-strada" width="265" height="300" /><br />
</span></em></span></p>
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		<title>Dubbi esistenziali.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 16:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Chiediti:
è così importante il taglio dei tuoi capelli, il sassolino nella scarpa, il cavo usb che non si trova, la telefonata di lavoro, non perdere 5 minuti,  parlare più forte per non ascoltare gli altri, avere sempre ragione, seguire un programma, avere delle regole, essere perfetti?
 
Ora risponditi e rispondimi.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Chiediti:</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">è così importante il taglio dei tuoi capelli, il sassolino nella scarpa, il cavo usb che non si trova, la telefonata di lavoro, non perdere 5 minuti,  parlare più forte per non ascoltare gli altri, avere sempre ragione, seguire un programma, avere delle regole, essere perfetti?</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"> </span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Ora risponditi e rispondimi.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-600" title="2904250120100903346S425x425Q85" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/2904250120100903346S425x425Q85-300x286.jpg" alt="2904250120100903346S425x425Q85" width="300" height="286" /><br />
</span></em></p>
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		<title>Smania su carta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 15:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brazil]]></category>
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		<description><![CDATA[La sensazione  della punta sul foglio ha un sapore infantile, l&#8217;odore di merendine lasciate ad essiccare negli zaini, e la stessa vocazione al pianto.
La pagina mi terrorizza, lo stridere dell&#8217;inchiostro,  meno familiare del ticchettio dei tasti, è di sicuro più potente; mi risuona nel cervello, come eco di passi in corridoi bui, odor di incenso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>La sensazione  della punta sul foglio ha un sapore infantile, l&#8217;odore di merendine lasciate ad essiccare negli zaini, e la stessa vocazione al pianto.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>La pagina mi terrorizza, lo stridere dell&#8217;inchiostro,  meno familiare del ticchettio dei tasti, è di sicuro più potente; mi risuona nel cervello, come eco di passi in corridoi bui, odor di incenso e statue ad ogni angolo.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Gli errori, le sbavature, nere su sfondo bianco, sboccate, intransigenti&#8230;mi accusano!<img class="aligncenter size-medium wp-image-589" title="012" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/06/012-225x300.jpg" alt="012" width="225" height="300" /></em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>L&#8217;inizio del delirio su carta è la crepa, testimone dei terremoti sotto la pelle.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zaino in spalla, sguardo fisso, difficile seguirmi.</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/05/03/zaino-in-spalla-sguardo-fisso-difficile-seguirmi/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 21:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
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		<category><![CDATA[DiTantoAmore]]></category>
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(che poi le orme, leggere, sulla sabbia si cancellano, confondono e spariscono&#8230;è talmente facile perdermi)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-561" title="home_2" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/05/home_2-195x300.jpg" alt="home_2" width="195" height="300" /></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">(che poi le orme, leggere, sulla sabbia si cancellano, confondono e spariscono&#8230;è talmente facile perdermi)</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attenzione: questo post contiene banalità e giudizi.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 19:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente è più seccante della totale mancanza di azione e fantasia, dell’immobile prevedibilità. La religione del qualunquismo, dell&#8217; ancheglialtrismo, dà l&#8217;orticaria.
La banalità si trova ad ogni angolo della strada, te la svendono,  forse in certi posti la regalano anche.
È terribile, avvilente e insopportabile questo adagiarsi in vite monche, in storie monche, in lavori monchi, l’intera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-550" title="witkin33" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/04/witkin33-300x247.jpg" alt="witkin33" width="300" height="247" />Niente è più seccante della totale mancanza di azione e fantasia, dell’immobile prevedibilità. La religione del qualunquismo, dell&#8217; ancheglialtrismo, dà l&#8217;orticaria.<br />
La banalità si trova ad ogni angolo della strada, te la svendono,  forse in certi posti la regalano anche.<br />
È terribile, avvilente e insopportabile questo adagiarsi in vite monche, in storie monche, in lavori monchi, l’intera nostra vita è un moncherino.<br />
Un insieme di blocchi provenienti dal passato, che pesano come zavorra nel presente pronti ad ostacolarci nel futuro.<br />
E si sopravvive così, a metà senza colpi di testa senza prese di posizione.<br />
Alle conversazioni da ascensore io consiglierei sempre di preferire il silenzio.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Una notte vidi un gatto, mi disse io non so&#8221;</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/24/una-notte-vidi-un-gatto-mi-disse-io-non-so/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 16:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domande desuete, tra il ticchettare dei tasti, come finestre nelle quali non riuscire a rientrare.
Occhiate furtive effusioni indiscrete, in posti in cui forse si doveva evitare.
Parole arroccate nell&#8217;esofago, soffocate lì sul nascere, espresse in silenzi.
Sensazioni e percezioni confuse e non catalogabili, autentiche se proprio non si può resistere all&#8217;esigenza di incasellarle.
Note e strada come nutrimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-520" title="mani" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/mani-300x225.jpg" alt="mani" width="300" height="225" />Domande desuete, tra il ticchettare dei tasti, come finestre nelle quali non riuscire a rientrare.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Occhiate furtive effusioni indiscrete, in posti in cui forse si doveva evitare.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Parole arroccate nell&#8217;esofago, soffocate lì sul nascere, espresse in silenzi.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Sensazioni e percezioni confuse e non catalogabili, autentiche se proprio non si può resistere all&#8217;esigenza di incasellarle.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Note e strada come nutrimento e nuvole come sfondo</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>E sempre sorrisi (ancora una volta come carte geografiche)</em></span></p>
]]></content:encoded>
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