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	<title>Zannaflower &#187; Specchi</title>
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	<description>"Salendo le scale ci ha spaventato il silenzio"</description>
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		<title>Ritorni(o) di pezza</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.
E passo davanti ad uno specchio, che non è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E passo davanti ad uno specchio, che non è più mio, e non riflette le rughe… rughe di chi è rimasto, per coraggio o per un’altra scusa qualsiasi.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi perdo negli abbracci e nei sorrisi di chi ha capito, di chi sa accogliere, di chi non ha bisogno più di chiedere.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em> E anche se mi guardo con gli occhi degli altri, non riesco a rimproverarmi niente.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><a href="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-645" title="785630" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a><br />
</em></span></p>
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		<title>Forse.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Dovrebbe indurmi a pensare il fatto che le figure maschili dei miei sogni altro non sono che facce diverse ma con lo stesso nome, o la stessa faccia con diversi nomi.
E forse in un altro tempo e in un altro luogo, senza quelle facce e senza quei nomi, non avrei la sindrome dell&#8217;abbandono e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Dovrebbe indurmi a pensare il fatto che le figure maschili dei miei sogni altro non sono che facce diverse ma con lo stesso nome, o la stessa faccia con diversi nomi.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E forse in un altro tempo e in un altro luogo, senza quelle facce e senza quei nomi, non avrei la sindrome dell&#8217;abbandono e il gusto sadico della fuga; riuscirei a interpretare un gesto di aiuto come tale.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E forse in un altro tempo e in un altro luogo vedrei nella realtà semplicemente la realtà, e mi verrebbe più facile scrivere di attualità e politica; forse riuscire a sentirmi a casa da qualche parte, forse senza quei nomi e senza quelle facce, non avrei bisogno di vivere in esilio, in fuga dalla noia.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Sarei, addirittura,  in grado di perdonarmi e chiedere scusa.</span></em></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-635" title="facce" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/11/facce-300x228.jpg" alt="facce" width="300" height="228" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Se sono pallida è solo colpa mia.</em></span></p>
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		<title>&#8220;La vita è uniforme e compatta come una coperta infeltrita.&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la volta buona per potermi convincere che tutti i miei passati erano bruciati e dimenticati, come se non fossero mai esistiti.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Quante volte, quando m&#8217;accorgevo che il mio passato cominciava a pesarmi, che c&#8217;era troppa gente che credeva d&#8217;avere un credito aperto con me, materiale e morale, per esempio a Macao i genitori delle ragazze del «Giardino di Giada», dico quelli perché non c&#8217;è niente di peggio delle parentele cinesi per non potertele togliere di torno, &#8211; eppure io quando ingaggiavo le ragazze facevo patti chiari, con loro e con le famiglie, e pagavo in contanti, pur di non vedermeli tornare sempre lì, madri e padri striminziti, in calze bianche, con la cestina di bambù odorosa di pesce, con quell&#8217;aria spaesata come venissero d&#8217;in campagna, mentre poi abitavano tutti nel quartiere del porto, &#8211; insomma quante volte, quando il passato mi pesava troppo addosso, non m&#8217;aveva preso quella speranza del taglio netto: cambiare mestiere, moglie, città, continente, un continente dopo l&#8217;altro,  fino a far tutto il giro, consuetudini, amici, affari, clientela. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Era un errore, quando me ne sono accorto era tardi. Perché a questa maniera non ho fatto altro che accumulare passati su passati dietro le mie spalle, moltiplicarli, i passati, e se una vita mi riusciva troppo fitta e ramificata e ingarbugliata per portarmela sempre dietro, figuriamoci tante vite, ognuna col suo passato e i passati delle altre vite che continuano ad annodarsi gli uni agli altri. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Avevo un bel dire ogni volta: che sollievo, rimetto il contachilometri a zero, passo la spugna sulla lavagna: l&#8217;indomani del giorno in cui ero arrivato in un paese nuovo già questo zero era diventato un numero di tante cifre che non stava più sui rulli, che occupava la lavagna da un capo all&#8217;altro, persone, posti, simpatie, antipatie, passi falsi (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Il passato è come un verme solitario sempre più lungo che mi porto dentro arrotolato e non perde gli anelli per tanto che mi sforzi a svuotarmi le trippe in tutti i gabinetti all&#8217;inglese o alla turca o nei buglioli delle prigioni o nei vasi degli ospedali o nelle fosse degli accampamenti, o semplicemente nei cespugli, guardando bene prima che non ne salti fuori un serpente, come quella volta in Venezuela.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"> Il passato non te lo puoi cambiare come non puoi cambiarti il nome, che per quanti passaporti io abbia avuto, con nomi che nemmeno me li ricordo, tutti m&#8217;hanno sempre chiamato Ruedi lo Svizzero: da qualsiasi parte andassi e comunque mi presentassi c&#8217;era sempre qualcuno che sapeva chi ero e cos&#8217;avevo fatto (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta. E così se per caso mi viene da soffermarmi su un particolare qualsiasi d&#8217;una giornata qualsiasi, la visita d&#8217;un cingalese che vuol vendermi una covata di coccodrilli neonati in una vaschetta di zinco, posso star sicuro che anche in questo minimo insignificante episodio è implicito tutto quel che ho vissuto, tutto il passato, i passati molteplici che inutilmente ho cercato dì lasciarmi dietro le s</span></em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">palle, le vite che alla fine si saldano</span></em><em><span style="font-size: small;"> in una vita globale, la mia vita (&#8230;) &#8220;</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"><br />
</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8220;Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore&#8221; I. Calvino.<img class="aligncenter size-medium wp-image-616" title="la-strada" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/08/la-strada-265x300.jpg" alt="la-strada" width="265" height="300" /><br />
</span></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Limitatezze.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Nausea sartriana]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
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		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
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		<description><![CDATA[
È come  guardare il mondo da una finestra.
Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.
Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.
E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-605" title="1070111763" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/1070111763-300x225.jpg" alt="1070111763" width="300" height="225" />È come  guardare il mondo da una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si ignorano pupille rettangolari&#8230;</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">si continua a vivere affacciati ad una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Girotondo</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/29/girotondo/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 20:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Sofferenza autoimposta]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.
So che è doveroso.
Meccanicamente lo faccio.
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.
So che è improrogabile rigurgitare il passato
Il sapore?  Sempre lo stesso.
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.<br />
So che è doveroso.<br />
Meccanicamente lo faccio.<br />
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.<br />
So che è improrogabile rigurgitare il passato<br />
Il sapore?  Sempre lo stesso.<br />
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, </em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>all&#8217;appello delle rughe.<br />
So che è inutile questo girotondo.<br />
Inspiegabilmente  lo faccio.</em></span><br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-532" title="il_girotondo_della_vita2" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/il_girotondo_della_vita2-213x300.jpg" alt="il_girotondo_della_vita2" width="213" height="300" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; non capire che amo fino in fondo</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/29/e-non-capire-che-amo-fino-in-fondo/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 18:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
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		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché il cielo è così alto io sono un servo:
è giusto non dormire.

La gola è stretta, da intonare all’urlo,
dentro ho la vocazione maledetta.
Ma mi confondo
con tutto questo sonno.
Amo senza capire.
E’ non capire, che amo fino in fondo.

Mi spoglia
mi porta in giro sanguinante.
Lo spazio che mi cerca e che mi strozza
è un movimento andato
dove mi trovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Poiché il cielo è così alto io sono un servo:</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>è giusto non dormire.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>La gola è stretta, da intonare all’urlo,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>dentro ho la vocazione maledetta.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Ma mi confondo</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>con tutto questo sonno.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Amo senza capire.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>E’ non capire, che amo fino in fondo.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Mi spoglia</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>mi porta in giro sanguinante.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Lo spazio che mi cerca e che mi strozza</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>è un movimento andato</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>dove mi trovo infermo</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>nella malinconia d’essere altro.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Io vengo deportato</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>vengo allo sguardo.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Meno non posso.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Essere qui col corpo, col dolore,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>tutto ferito, pronto al mio assalto,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>a un altro finire ancora dietro l’altro.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>da sempre perdendosi</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Silvia Bre &#8211; Sebastiano </em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Se prostituirsi è affittare il proprio corpo, sposarsi è venderlo&#8221;</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/25/se-prostituirsi-e-affittare-il-proprio-corpo-sposarsi-e-venderlo/</link>
		<comments>http://www.zannaflower.com/2009/03/25/se-prostituirsi-e-affittare-il-proprio-corpo-sposarsi-e-venderlo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 23:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Oi Dialogoi]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stralci di conversazioni notturne]]></category>

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		<description><![CDATA[Danny -  Perché le 3 del mattino è sempre l&#8217;ora preferita per mettere sù un cd di Nick Cave, cadere in depressione e suicidarsi? Perché no a mezzogiorno quando tutti sono svegli e in grado di chiamare un&#8217; ambulanza?
Sam -  Cosa mi sta succedendo? Mi viene tutto male, perfino uccidermi mi viene male.
Danny &#8211; Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny -  Perché le 3 del mattino è sempre l&#8217;ora preferita per mettere sù un cd di Nick Cave, cadere in depressione e suicidarsi? Perché no a mezzogiorno quando tutti sono svegli e in grado di chiamare un&#8217; ambulanza?</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Cosa mi sta succedendo? Mi viene tutto male, perfino uccidermi mi viene male.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny &#8211; Sono sicuro che se ti concentrassi riusciresti ad ucciderti meglio di chiunque altro.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Davvero?</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny -  Sì, riesci a fare qualsiasi cosa meglio di chiunque altro</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Dici?</span></em></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-523" title="felafel" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/felafel-229x300.jpg" alt="felafel" width="229" height="300" /></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">( devo concentrarmi )</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Una notte vidi un gatto, mi disse io non so&#8221;</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/24/una-notte-vidi-un-gatto-mi-disse-io-non-so/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 16:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Domande desuete, tra il ticchettare dei tasti, come finestre nelle quali non riuscire a rientrare.
Occhiate furtive effusioni indiscrete, in posti in cui forse si doveva evitare.
Parole arroccate nell&#8217;esofago, soffocate lì sul nascere, espresse in silenzi.
Sensazioni e percezioni confuse e non catalogabili, autentiche se proprio non si può resistere all&#8217;esigenza di incasellarle.
Note e strada come nutrimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-520" title="mani" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/mani-300x225.jpg" alt="mani" width="300" height="225" />Domande desuete, tra il ticchettare dei tasti, come finestre nelle quali non riuscire a rientrare.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Occhiate furtive effusioni indiscrete, in posti in cui forse si doveva evitare.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Parole arroccate nell&#8217;esofago, soffocate lì sul nascere, espresse in silenzi.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Sensazioni e percezioni confuse e non catalogabili, autentiche se proprio non si può resistere all&#8217;esigenza di incasellarle.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Note e strada come nutrimento e nuvole come sfondo</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>E sempre sorrisi (ancora una volta come carte geografiche)</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rispolverando vecchi scritti</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/11/rispolverando-vecchi-scritti/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 23:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Batuffoli di polvere giocano a rincorrersi
lungo l&#8217;unico fascio di luce
messaggero di un nuovo giorno.
Suggestione di vecchie canzoni in sottofondo,
di pizzi ingialliti,pranzi della domenica.
Insonne odore evanescente
persistente
si interseca fra la le lenzuola scure
di un letto,ancora disfatto
testimone del tempo che immobile,
passa
correndo
tra la luce
guardando giocare
la polvere.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Batuffoli di polvere giocano a rincorrersi<br />
lungo l&#8217;unico fascio di luce<br />
messaggero di un nuovo giorno.<br />
Suggestione di vecchie canzoni in sottofondo,<br />
di pizzi ingialliti,pranzi della domenica.<br />
Insonne odore evanescente<br />
persistente<br />
si interseca fra la le lenzuola scure<br />
di un letto,ancora disfatto<br />
testimone del tempo che immobile,<br />
passa<br />
correndo<br />
tra la luce<br />
guardando giocare<br />
la polvere.<br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ironia ci salverà</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/02/27/lironia-ci-salvera/</link>
		<comments>http://www.zannaflower.com/2009/02/27/lironia-ci-salvera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 01:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stralci di conversazioni notturne]]></category>

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		<description><![CDATA[Amore
come cancro
corrode le viscere
dei nostri giorni.
Della scelta tra prosa e poesia
resta solo lo schifo
che ti rimanda lo specchio



]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Amore<br />
come cancro<br />
corrode le viscere<br />
dei nostri giorni.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Della scelta tra prosa e poesia</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>resta solo lo schifo</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>che ti rimanda lo specchio<br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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