Archive for the ‘Rigurgiti poetici’ Category

L’irréparable

Finire in alberghi al profumo di rosa, con lo zaino pieno, le tasche sfondate, il cuore traboccante e la consapevolezza che con il tempo aumentano le rughe e subentra l’incapacità di indossare scarpe rotte.
Eppure ci furono giorni in cui  lo specchio ammiccava, i versi delle canzoni sembravano realtà e le parole dei vecchi nenie vuote [...]


Limitatezze.

È come guardare il mondo da una finestra.
Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.
Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.
E anche se, nell’illusione di allargare gli orizzonti,  si [...]


Immobilità

Paralitica, nell’eccesso di sensazioni, osservo vuoti da riempire.
Nello stomaco farfalle e contraddizioni.


Scriverei solo di alluvioni, disastri e arche di noè

Ha le mani fredde e un duro sorriso
Gli emigranti vanno da lei, cedendo amare parole
per pessimo vino.
Si accetta di tutto là, al banco dei pegni
e si raccontano storie.
Qualcuno continua a passare
anche se non ha più niente da impegnare
o nessuno per cui farlo;
Ma c’è sempre comprensione, là al banco dei pegni
parole sagge,
e pessimo vino.
Ha le mani [...]


E’ non capire che amo fino in fondo

Poiché il cielo è così alto io sono un servo:
è giusto non dormire.

La gola è stretta, da intonare all’urlo,
dentro ho la vocazione maledetta.
Ma mi confondo
con tutto questo sonno.
Amo senza capire.
E’ non capire, che amo fino in fondo.

Mi spoglia
mi porta in giro sanguinante.
Lo spazio che mi cerca e che mi strozza
è un movimento andato
dove mi trovo [...]


“Una notte vidi un gatto, mi disse io non so”

Domande desuete, tra il ticchettare dei tasti, come finestre nelle quali non riuscire a rientrare.
Occhiate furtive effusioni indiscrete, in posti in cui forse si doveva evitare.
Parole arroccate nell’esofago, soffocate lì sul nascere, espresse in silenzi.
Sensazioni e percezioni confuse e non catalogabili, autentiche se proprio non si può resistere all’esigenza di incasellarle.
Note e strada come nutrimento [...]


Ci provo, giuro, ad adattarmi

Ci provo, giuro, ad adattarmi
ma

continuo a preferire la chitarra ed il fumo
stringermi ad un altro corpo
ballare al centro di una stanza
comporre prosa in colonna
mascherata da poesia,
da correggere.

Ci provo, giuro, ad imprigionarmi
ma
finisco sempre a rincorrere
libertà, profumi e piccole cose.
Lascio tracce di

poesie
mascherate da prosa in colonna.
In ascolto Micah P. Hinson – Beneath The Rose


Rispolverando vecchi scritti

Batuffoli di polvere giocano a rincorrersi
lungo l’unico fascio di luce
messaggero di un nuovo giorno.
Suggestione di vecchie canzoni in sottofondo,
di pizzi ingialliti,pranzi della domenica.
Insonne odore evanescente
persistente
si interseca fra la le lenzuola scure
di un letto,ancora disfatto
testimone del tempo che immobile,
passa
correndo
tra la luce
guardando giocare
la polvere.


L’ironia ci salverà

Amore
come cancro
corrode le viscere
dei nostri giorni.
Della scelta tra prosa e poesia
resta solo lo schifo
che ti rimanda lo specchio