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	<title>Zannaflower &#187; Riflessioni poco lucide</title>
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	<description>"Salendo le scale ci ha spaventato il silenzio"</description>
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		<title>Liberamente ispirata</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; la condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.
La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; l</span></em><em><span style="color: #cc99ff;">a condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli sguardi, dei non detti e delle palpitazioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Superata una certa soglia subentra la confidenza, la città lascia in te qualcosa di sé e tu riponi in lei qualcosa di tuo&#8230; confondendo i recessi più miseri e nascosti dell&#8217;essere umano con i vicoli più bui e malfamati della periferia.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Prendere poco da una città, per dare poco. Conoscere poco una città, per non rivelarsi troppo.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diario di un viaggiatore</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Passi]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>
		<category><![CDATA[Treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le persone che viaggiano sui  treni assumono un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico. A volte si guardano a lungo negli occhi, dando luogo a  intense conversazioni che solo le persone che viaggiano sui treni possono comprendere;  però, solitamente,  prendono i loro occhi e li lanciano lontano, al di là dei campi,  dove nessuno può arrivare.
Le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui  treni assumono un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico. A volte si guardano a lungo negli occhi, dando luogo a  intense conversazioni che solo le persone che viaggiano sui treni possono comprendere;  però, solitamente,  prendono i loro occhi e li lanciano lontano, al di là dei campi,  dove nessuno può arrivare.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni non amano parlare, solitamente occupano quattro posti: uno per la borsa, uno per il cappotto e uno per il sacchetto con le cose da mangiare. Capita, però, che il loro universo  venga invaso da finte persone che viaggiano sui treni, che ignorano il codice non scritto delle vere persone cha viaggiano sui treni e sottraggono il posto al cappotto e, a volte, addirittura alla borsa e passano il tempo a tentare di rincorrere gli occhi delle persone che viaggiano sui treni e ad afferrare il filo dei loro pensieri.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni sono per natura molto cortesi e pazienti ma, quando le finte persone che viaggiano sui treni scendono alla fermata &#8211;  solitamente la prima &#8211; con i loro bagagli di chiacchiere e sguardi sperduti, tirano un sospiro di sollievo.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Quando il treno giunge al capolinea, le persone che viaggiano sui treni, si rivestono con estrema lentezza, a prescindere dagli impegni che le attendono là fuori,  e si incamminano verso l&#8217;uscita scambiandosi sguardi pieni di empatia.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni hanno un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico; se le incontri per strada le riconosci perché hanno gli occhi grandi.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;irréparable</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>

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		<description><![CDATA[Finire in alberghi al profumo di rosa, con lo zaino pieno, le tasche sfondate, il cuore traboccante e la consapevolezza che con il tempo aumentano le rughe e subentra l&#8217;incapacità di indossare scarpe rotte.
Eppure ci furono giorni in cui  lo specchio ammiccava, i versi delle canzoni sembravano realtà e le parole dei vecchi nenie vuote [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Finire in alberghi al profumo di rosa, con lo zaino pieno, le tasche sfondate, il cuore traboccante e la consapevolezza che con il tempo aumentano le rughe e subentra l&#8217;incapacità di indossare scarpe rotte.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Eppure ci furono giorni in cui  lo specchio ammiccava, i versi delle canzoni sembravano realtà e le parole dei vecchi nenie vuote di significato, eppure ci furono luoghi umidi, in affitto,  in cui organizzare rivoluzioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">E se ce lo avessero detto non ci avremmo creduto, e ce lo avevano detto ma non ci avevamo creduto.</span></em></p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ritorni(o) di pezza</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasmi]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
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		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.
E passo davanti ad uno specchio, che non è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E passo davanti ad uno specchio, che non è più mio, e non riflette le rughe… rughe di chi è rimasto, per coraggio o per un’altra scusa qualsiasi.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi perdo negli abbracci e nei sorrisi di chi ha capito, di chi sa accogliere, di chi non ha bisogno più di chiedere.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em> E anche se mi guardo con gli occhi degli altri, non riesco a rimproverarmi niente.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><a href="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-645" title="785630" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché di notte amo scrivere di cose che non conosco.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 00:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoti impercettibili]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le mie vene sono cavi elettrici, sono reazione diretta alle tue parole.
Le mie risposte sono ruvide e no, non usero la limetta, non poterò con le forbici,  perché non ne sono mai stata capace.
E se è vero che uno di noi due è polo positivo e l&#8217;altro polo negativo, è ancor più vero che bisognerebbe  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Le mie vene sono cavi elettrici, sono reazione diretta alle tue parole.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Le mie risposte sono ruvide e no, non usero la limetta, non poterò con le forbici,  perché non ne sono mai stata capace.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>E se è vero che uno di noi due è polo positivo e l&#8217;altro polo negativo, è ancor più vero che bisognerebbe  definire chi sia in difetto di elettroni.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em> La novità è che questa volta non mi interessa; a scuola mi hanno insegnato una cosa: perché ci sia corrente elettrica , deve esistere una differenza di potenziale agli estremi del conduttore.<span style="font-size: x-small;"> </span></em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: x-small;"> </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: x-small;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-609" title="yinYang" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/yinYang-300x300.gif" alt="yinYang" width="300" height="300" /><br />
</span></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Limitatezze.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Nausea sartriana]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[
È come  guardare il mondo da una finestra.
Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.
Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.
E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-605" title="1070111763" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/1070111763-300x225.jpg" alt="1070111763" width="300" height="225" />È come  guardare il mondo da una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si ignorano pupille rettangolari&#8230;</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">si continua a vivere affacciati ad una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Smania su carta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 15:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Nausea sartriana]]></category>
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		<category><![CDATA[Retorica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[La sensazione  della punta sul foglio ha un sapore infantile, l&#8217;odore di merendine lasciate ad essiccare negli zaini, e la stessa vocazione al pianto.
La pagina mi terrorizza, lo stridere dell&#8217;inchiostro,  meno familiare del ticchettio dei tasti, è di sicuro più potente; mi risuona nel cervello, come eco di passi in corridoi bui, odor di incenso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>La sensazione  della punta sul foglio ha un sapore infantile, l&#8217;odore di merendine lasciate ad essiccare negli zaini, e la stessa vocazione al pianto.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>La pagina mi terrorizza, lo stridere dell&#8217;inchiostro,  meno familiare del ticchettio dei tasti, è di sicuro più potente; mi risuona nel cervello, come eco di passi in corridoi bui, odor di incenso e statue ad ogni angolo.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Gli errori, le sbavature, nere su sfondo bianco, sboccate, intransigenti&#8230;mi accusano!<img class="aligncenter size-medium wp-image-589" title="012" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/06/012-225x300.jpg" alt="012" width="225" height="300" /></em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>L&#8217;inizio del delirio su carta è la crepa, testimone dei terremoti sotto la pelle.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pillole di nausea</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 21:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[Follie oniriche]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Nausea sartriana]]></category>
		<category><![CDATA[Passi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Fra quattro giorni rivedrò Anny: questa per il momento è la mia sola ragione di vita. E dopo? Quando Anny mi avrà lasciato? So bene, in cuor mio, che cosa spero: spero che non mi lascerà più. Ma dovrei pur sapere che Anny non consentirà mai ad invecchiare davanti a me. Sono debole e solo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #cc99ff;">&#8220;Fra quattro giorni rivedrò Anny: questa per il momento è la mia sola ragione di vita. E dopo? Quando Anny mi avrà lasciato? So bene, in cuor mio, che cosa spero: spero che non mi lascerà più. Ma dovrei pur sapere che Anny non consentirà mai ad invecchiare davanti a me. Sono debole e solo, ho bisogno di lei. Sarebbe stato meglio che l&#8217;avessi riveduta quando ero ancora forte: Anny non ha pietà per i falliti.&#8221;</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="color: #cc99ff;">J.P.Sartre &#8220;La Nausea&#8221;<img class="aligncenter size-medium wp-image-581" title="photo_man_ray03" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/05/photo_man_ray03-210x300.jpg" alt="photo_man_ray03" width="210" height="300" /><span style="color: #cc99ff;"><br />
</span></p>
<p></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Girotondo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 20:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Sofferenza autoimposta]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.
So che è doveroso.
Meccanicamente lo faccio.
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.
So che è improrogabile rigurgitare il passato
Il sapore?  Sempre lo stesso.
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.<br />
So che è doveroso.<br />
Meccanicamente lo faccio.<br />
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.<br />
So che è improrogabile rigurgitare il passato<br />
Il sapore?  Sempre lo stesso.<br />
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, </em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>all&#8217;appello delle rughe.<br />
So che è inutile questo girotondo.<br />
Inspiegabilmente  lo faccio.</em></span><br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-532" title="il_girotondo_della_vita2" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/il_girotondo_della_vita2-213x300.jpg" alt="il_girotondo_della_vita2" width="213" height="300" /></p>
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		<title>Samba de verao</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 12:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Stralci di conversazioni notturne]]></category>

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		<description><![CDATA[I pasti solitari hanno sempre corroso le pareti dello stomaco e graffiato la gola, così come i monologhi e le risa strozzate.
In certe situazioni le parole si confondono e si chiama soddisfazione l&#8217;autocompiacimento.
Lo stato di allerta è inevitabile, la diffidenza automatica, si consumano succhi gastrici e si scavano occhiaie.
Ma questa è una mattina da Bossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>I pasti solitari hanno sempre corroso le pareti dello stomaco e graffiato la gola, così come i monologhi e le risa strozzate.<br />
In certe situazioni le parole si confondono e si chiama soddisfazione l&#8217;autocompiacimento.<br />
Lo stato di allerta è inevitabile, la diffidenza automatica, si consumano succhi gastrici e si scavano occhiaie.<br />
Ma questa è una mattina da Bossa nova.<br />
Il viso è rinfrancato dall&#8217;empatia, le occhiaie sono testimoni, e si può anche passeggiare.<br />
Ancora una volta è domenica, però oggi è una domenica da Bossa nova.</em></span><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-504" title="bossanova40x40" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/bossanova40x40.jpg" alt="bossanova40x40" width="300" height="287" /></p>
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