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	<title>Zannaflower &#187; Brandelli</title>
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	<description>"Salendo le scale ci ha spaventato il silenzio"</description>
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		<title>Liberamente ispirata</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
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		<category><![CDATA[Città]]></category>
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		<description><![CDATA[Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; la condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.
La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; l</span></em><em><span style="color: #cc99ff;">a condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli sguardi, dei non detti e delle palpitazioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Superata una certa soglia subentra la confidenza, la città lascia in te qualcosa di sé e tu riponi in lei qualcosa di tuo&#8230; confondendo i recessi più miseri e nascosti dell&#8217;essere umano con i vicoli più bui e malfamati della periferia.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Prendere poco da una città, per dare poco. Conoscere poco una città, per non rivelarsi troppo.</span></em></p>
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		<title>La vita è una sola&#8230; non vale la pena di essere integrata.</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 16:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
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		<description><![CDATA[[23/05/10 18.20.34] Annie: almeno tu non mi dici &#8220;e che cavolo, integrati&#8221;!
[23/05/10 18.20.42] Alice: ma la minchia
[23/05/10 18.20.43] Annie: ma il cazzo
[23/05/10 18.20.49] Alice: integrati nella cacca
[23/05/10 18.20.57] Alice: così sei in sintonia col mondo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.34] Annie: almeno tu non mi dici &#8220;e che cavolo, integrati&#8221;!</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.42] Alice: ma la minchia</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.43] Annie: ma il cazzo</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.49] Alice: integrati nella cacca</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.57] Alice: così sei in sintonia col mondo</span></em></div>
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		<title>Diario di un viaggiatore</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Passi]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>
		<category><![CDATA[Treni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le persone che viaggiano sui  treni assumono un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico. A volte si guardano a lungo negli occhi, dando luogo a  intense conversazioni che solo le persone che viaggiano sui treni possono comprendere;  però, solitamente,  prendono i loro occhi e li lanciano lontano, al di là dei campi,  dove nessuno può arrivare.
Le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui  treni assumono un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico. A volte si guardano a lungo negli occhi, dando luogo a  intense conversazioni che solo le persone che viaggiano sui treni possono comprendere;  però, solitamente,  prendono i loro occhi e li lanciano lontano, al di là dei campi,  dove nessuno può arrivare.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni non amano parlare, solitamente occupano quattro posti: uno per la borsa, uno per il cappotto e uno per il sacchetto con le cose da mangiare. Capita, però, che il loro universo  venga invaso da finte persone che viaggiano sui treni, che ignorano il codice non scritto delle vere persone cha viaggiano sui treni e sottraggono il posto al cappotto e, a volte, addirittura alla borsa e passano il tempo a tentare di rincorrere gli occhi delle persone che viaggiano sui treni e ad afferrare il filo dei loro pensieri.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni sono per natura molto cortesi e pazienti ma, quando le finte persone che viaggiano sui treni scendono alla fermata &#8211;  solitamente la prima &#8211; con i loro bagagli di chiacchiere e sguardi sperduti, tirano un sospiro di sollievo.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Quando il treno giunge al capolinea, le persone che viaggiano sui treni, si rivestono con estrema lentezza, a prescindere dagli impegni che le attendono là fuori,  e si incamminano verso l&#8217;uscita scambiandosi sguardi pieni di empatia.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Le persone che viaggiano sui treni hanno un&#8217;aria diversa, un fascino quasi antico; se le incontri per strada le riconosci perché hanno gli occhi grandi.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;irréparable</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Finire in alberghi al profumo di rosa, con lo zaino pieno, le tasche sfondate, il cuore traboccante e la consapevolezza che con il tempo aumentano le rughe e subentra l&#8217;incapacità di indossare scarpe rotte.
Eppure ci furono giorni in cui  lo specchio ammiccava, i versi delle canzoni sembravano realtà e le parole dei vecchi nenie vuote [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Finire in alberghi al profumo di rosa, con lo zaino pieno, le tasche sfondate, il cuore traboccante e la consapevolezza che con il tempo aumentano le rughe e subentra l&#8217;incapacità di indossare scarpe rotte.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Eppure ci furono giorni in cui  lo specchio ammiccava, i versi delle canzoni sembravano realtà e le parole dei vecchi nenie vuote di significato, eppure ci furono luoghi umidi, in affitto,  in cui organizzare rivoluzioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">E se ce lo avessero detto non ci avremmo creduto, e ce lo avevano detto ma non ci avevamo creduto.</span></em></p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ritorni(o) di pezza</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
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		<description><![CDATA[E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.
E passo davanti ad uno specchio, che non è più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E passo davanti ad uno specchio, che non è più mio, e non riflette le rughe… rughe di chi è rimasto, per coraggio o per un’altra scusa qualsiasi.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>E mi perdo negli abbracci e nei sorrisi di chi ha capito, di chi sa accogliere, di chi non ha bisogno più di chiedere.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em> E anche se mi guardo con gli occhi degli altri, non riesco a rimproverarmi niente.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><a href="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-645" title="785630" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2010/01/785630-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forse.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Dovrebbe indurmi a pensare il fatto che le figure maschili dei miei sogni altro non sono che facce diverse ma con lo stesso nome, o la stessa faccia con diversi nomi.
E forse in un altro tempo e in un altro luogo, senza quelle facce e senza quei nomi, non avrei la sindrome dell&#8217;abbandono e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Dovrebbe indurmi a pensare il fatto che le figure maschili dei miei sogni altro non sono che facce diverse ma con lo stesso nome, o la stessa faccia con diversi nomi.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E forse in un altro tempo e in un altro luogo, senza quelle facce e senza quei nomi, non avrei la sindrome dell&#8217;abbandono e il gusto sadico della fuga; riuscirei a interpretare un gesto di aiuto come tale.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E forse in un altro tempo e in un altro luogo vedrei nella realtà semplicemente la realtà, e mi verrebbe più facile scrivere di attualità e politica; forse riuscire a sentirmi a casa da qualche parte, forse senza quei nomi e senza quelle facce, non avrei bisogno di vivere in esilio, in fuga dalla noia.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Sarei, addirittura,  in grado di perdonarmi e chiedere scusa.</span></em></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-635" title="facce" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/11/facce-300x228.jpg" alt="facce" width="300" height="228" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc99ff;"><em>Se sono pallida è solo colpa mia.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brandelli</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 23:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[DiTantoAmore]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive stranianti]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>

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		<description><![CDATA[
E tratto tutto sempre come se non fosse mio, di possibilità sembra che me ne dia infinite e che la vita mi scivoli addosso.
Come un gatto diverso che non marca mai il territorio ed è straniero sempre; di indole schiva,  pronto al gioco (ma da che parte stia nessuno lo sa).
E invece ovunque segni, ovunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E tratto tutto sempre come se non fosse mio, di possibilità sembra che me ne dia infinite e che la vita mi scivoli addosso.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Come un gatto diverso che non marca mai il territorio ed è straniero sempre; di indole schiva,  pronto al gioco (ma da che parte stia nessuno lo sa).</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E invece ovunque segni, ovunque graffi, ovunque cicatrici non ostentate. Una pelle liscia che è copertura.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E tratto tutto come se potessi vivere infinite volte, come se la memoria si resettase.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E invece no:  tutto brucia, tutto rimane.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E guardo tutto come se non mi appartenesse luoghi, odori, sensazioni e persone&#8230;</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E invece no:  sono piena di quei luoghi, sono intrisa di quegli odori, sono quelle persone.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E sembro elastica ed  idistruttibile, impermeabile,  ma mi strappo, mi lascero e pezzi di me restano attaccati ovunque;  ve li ritroverete  sulle panchine, sulle strade, sulle  mani, sui vostri cuori.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Tratto sempre tutto come se non fosse mio, ma solo perché mi fa male il senso di appartenenza.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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