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	<title>Zannaflower &#187; Bolla di vetro</title>
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	<description>"Salendo le scale ci ha spaventato il silenzio"</description>
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		<title>Liberamente ispirata</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; la condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.
La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; l</span></em><em><span style="color: #cc99ff;">a condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell&#8217;abitante.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">La città deve essere qualcosa di più dell&#8217;amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d&#8217;amore prendere solo la parte iniziale, quella degli sguardi, dei non detti e delle palpitazioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Superata una certa soglia subentra la confidenza, la città lascia in te qualcosa di sé e tu riponi in lei qualcosa di tuo&#8230; confondendo i recessi più miseri e nascosti dell&#8217;essere umano con i vicoli più bui e malfamati della periferia.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Prendere poco da una città, per dare poco. Conoscere poco una città, per non rivelarsi troppo.</span></em></p>
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		<title>La vita è una sola&#8230; non vale la pena di essere integrata.</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 16:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
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		<description><![CDATA[[23/05/10 18.20.34] Annie: almeno tu non mi dici &#8220;e che cavolo, integrati&#8221;!
[23/05/10 18.20.42] Alice: ma la minchia
[23/05/10 18.20.43] Annie: ma il cazzo
[23/05/10 18.20.49] Alice: integrati nella cacca
[23/05/10 18.20.57] Alice: così sei in sintonia col mondo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.34] Annie: almeno tu non mi dici &#8220;e che cavolo, integrati&#8221;!</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.42] Alice: ma la minchia</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.43] Annie: ma il cazzo</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.49] Alice: integrati nella cacca</span></em></div>
<div id="_mcePaste"><em><span style="color: #cc99ff;">[23/05/10 18.20.57] Alice: così sei in sintonia col mondo</span></em></div>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La vita è uniforme e compatta come una coperta infeltrita.&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8221; (&#8230;) E pensavo che forse quando il sole avrebbe tinto di grigio il cielo saremmo rientrati in città in fila con i camion della verdura, e di Jojo non sarebbe rimasto che un rimasuglio bruciacchiato e mefitico in una radura tra i carpini, e così il mio passato, &#8211; così, dico, questa fosse la volta buona per potermi convincere che tutti i miei passati erano bruciati e dimenticati, come se non fossero mai esistiti.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Quante volte, quando m&#8217;accorgevo che il mio passato cominciava a pesarmi, che c&#8217;era troppa gente che credeva d&#8217;avere un credito aperto con me, materiale e morale, per esempio a Macao i genitori delle ragazze del «Giardino di Giada», dico quelli perché non c&#8217;è niente di peggio delle parentele cinesi per non potertele togliere di torno, &#8211; eppure io quando ingaggiavo le ragazze facevo patti chiari, con loro e con le famiglie, e pagavo in contanti, pur di non vedermeli tornare sempre lì, madri e padri striminziti, in calze bianche, con la cestina di bambù odorosa di pesce, con quell&#8217;aria spaesata come venissero d&#8217;in campagna, mentre poi abitavano tutti nel quartiere del porto, &#8211; insomma quante volte, quando il passato mi pesava troppo addosso, non m&#8217;aveva preso quella speranza del taglio netto: cambiare mestiere, moglie, città, continente, un continente dopo l&#8217;altro,  fino a far tutto il giro, consuetudini, amici, affari, clientela. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Era un errore, quando me ne sono accorto era tardi. Perché a questa maniera non ho fatto altro che accumulare passati su passati dietro le mie spalle, moltiplicarli, i passati, e se una vita mi riusciva troppo fitta e ramificata e ingarbugliata per portarmela sempre dietro, figuriamoci tante vite, ognuna col suo passato e i passati delle altre vite che continuano ad annodarsi gli uni agli altri. </span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Avevo un bel dire ogni volta: che sollievo, rimetto il contachilometri a zero, passo la spugna sulla lavagna: l&#8217;indomani del giorno in cui ero arrivato in un paese nuovo già questo zero era diventato un numero di tante cifre che non stava più sui rulli, che occupava la lavagna da un capo all&#8217;altro, persone, posti, simpatie, antipatie, passi falsi (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Il passato è come un verme solitario sempre più lungo che mi porto dentro arrotolato e non perde gli anelli per tanto che mi sforzi a svuotarmi le trippe in tutti i gabinetti all&#8217;inglese o alla turca o nei buglioli delle prigioni o nei vasi degli ospedali o nelle fosse degli accampamenti, o semplicemente nei cespugli, guardando bene prima che non ne salti fuori un serpente, come quella volta in Venezuela.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"> Il passato non te lo puoi cambiare come non puoi cambiarti il nome, che per quanti passaporti io abbia avuto, con nomi che nemmeno me li ricordo, tutti m&#8217;hanno sempre chiamato Ruedi lo Svizzero: da qualsiasi parte andassi e comunque mi presentassi c&#8217;era sempre qualcuno che sapeva chi ero e cos&#8217;avevo fatto (&#8230;).</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">Tanto la conclusione a cui portano tutte le storie è che la vita che uno ha vissuto è una e una sola, uniforme e compatta come una coperta infeltrita dove non si possono separare i fili di cui è intessuta. E così se per caso mi viene da soffermarmi su un particolare qualsiasi d&#8217;una giornata qualsiasi, la visita d&#8217;un cingalese che vuol vendermi una covata di coccodrilli neonati in una vaschetta di zinco, posso star sicuro che anche in questo minimo insignificante episodio è implicito tutto quel che ho vissuto, tutto il passato, i passati molteplici che inutilmente ho cercato dì lasciarmi dietro le s</span></em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">palle, le vite che alla fine si saldano</span></em><em><span style="font-size: small;"> in una vita globale, la mia vita (&#8230;) &#8220;</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;"><br />
</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="color: #cc99ff;"><em><span style="font-size: small;">&#8220;Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore&#8221; I. Calvino.<img class="aligncenter size-medium wp-image-616" title="la-strada" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/08/la-strada-265x300.jpg" alt="la-strada" width="265" height="300" /><br />
</span></em></span></p>
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		<title>Limitatezze.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nausea sartriana]]></category>
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		<description><![CDATA[
È come  guardare il mondo da una finestra.
Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.
Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.
E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-605" title="1070111763" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/1070111763-300x225.jpg" alt="1070111763" width="300" height="225" />È come  guardare il mondo da una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Dopo la settimana di festa, quando rientra il santo i giorni si contraggono, la vita si ritrae; e ci si ritrova, nel gioco delle scatole cinesi, rinchiusi dentro quella più piccola.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Lo sguardo è una finestra, stessa prospettiva, stessa limitatezza.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">E anche se, nell&#8217;illusione di allargare gli orizzonti,  si ignorano pupille rettangolari&#8230;</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">si continua a vivere affacciati ad una finestra.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Dubbi esistenziali.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 16:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Chiediti:
è così importante il taglio dei tuoi capelli, il sassolino nella scarpa, il cavo usb che non si trova, la telefonata di lavoro, non perdere 5 minuti,  parlare più forte per non ascoltare gli altri, avere sempre ragione, seguire un programma, avere delle regole, essere perfetti?
 
Ora risponditi e rispondimi.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Chiediti:</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">è così importante il taglio dei tuoi capelli, il sassolino nella scarpa, il cavo usb che non si trova, la telefonata di lavoro, non perdere 5 minuti,  parlare più forte per non ascoltare gli altri, avere sempre ragione, seguire un programma, avere delle regole, essere perfetti?</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"> </span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;">Ora risponditi e rispondimi.</span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><span style="color: #cc99ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-600" title="2904250120100903346S425x425Q85" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/07/2904250120100903346S425x425Q85-300x286.jpg" alt="2904250120100903346S425x425Q85" width="300" height="286" /><br />
</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immobilità</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 23:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Introspezioni(alias nullafacenza)]]></category>
		<category><![CDATA[Percezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Senza meta, vagabondare]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>

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		<description><![CDATA[Paralitica, nell&#8217;eccesso di sensazioni, osservo vuoti da riempire.
Nello stomaco farfalle e contraddizioni.
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Paralitica, nell&#8217;eccesso di sensazioni, osservo vuoti da riempire.<br />
Nello stomaco farfalle e contraddizioni.</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-585" title="y1pe1m_uewb4f2qmkzzo7bkjwhwsfwzrtlv3diz7rvhboweqnum4sexaf6bbyqvvhsaqy67h8ecpviukkmjgi3mda" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/06/y1pe1m_uewb4f2qmkzzo7bkjwhwsfwzrtlv3diz7rvhboweqnum4sexaf6bbyqvvhsaqy67h8ecpviukkmjgi3mda-240x300.jpg" alt="y1pe1m_uewb4f2qmkzzo7bkjwhwsfwzrtlv3diz7rvhboweqnum4sexaf6bbyqvvhsaqy67h8ecpviukkmjgi3mda" width="240" height="300" /> </em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attenzione: questo post contiene banalità e giudizi.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 19:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
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		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Retorica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tornare alla terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente è più seccante della totale mancanza di azione e fantasia, dell’immobile prevedibilità. La religione del qualunquismo, dell&#8217; ancheglialtrismo, dà l&#8217;orticaria.
La banalità si trova ad ogni angolo della strada, te la svendono,  forse in certi posti la regalano anche.
È terribile, avvilente e insopportabile questo adagiarsi in vite monche, in storie monche, in lavori monchi, l’intera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-550" title="witkin33" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/04/witkin33-300x247.jpg" alt="witkin33" width="300" height="247" />Niente è più seccante della totale mancanza di azione e fantasia, dell’immobile prevedibilità. La religione del qualunquismo, dell&#8217; ancheglialtrismo, dà l&#8217;orticaria.<br />
La banalità si trova ad ogni angolo della strada, te la svendono,  forse in certi posti la regalano anche.<br />
È terribile, avvilente e insopportabile questo adagiarsi in vite monche, in storie monche, in lavori monchi, l’intera nostra vita è un moncherino.<br />
Un insieme di blocchi provenienti dal passato, che pesano come zavorra nel presente pronti ad ostacolarci nel futuro.<br />
E si sopravvive così, a metà senza colpi di testa senza prese di posizione.<br />
Alle conversazioni da ascensore io consiglierei sempre di preferire il silenzio.</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Girotondo</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/29/girotondo/</link>
		<comments>http://www.zannaflower.com/2009/03/29/girotondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 20:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni poco lucide]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Sofferenza autoimposta]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.
So che è doveroso.
Meccanicamente lo faccio.
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.
So che è improrogabile rigurgitare il passato
Il sapore?  Sempre lo stesso.
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>So che è doveroso riportare i versi di un poeta prima di commentare, così come lo è rispettare le scadenze.<br />
So che è doveroso.<br />
Meccanicamente lo faccio.<br />
So che è inevitabile lo scorrere degli eventi, e il riproporsi delle situazioni.<br />
So che è improrogabile rigurgitare il passato<br />
Il sapore?  Sempre lo stesso.<br />
So che è ripetitivo presentarsi ogni mattina allo specchio, </em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>all&#8217;appello delle rughe.<br />
So che è inutile questo girotondo.<br />
Inspiegabilmente  lo faccio.</em></span><br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-532" title="il_girotondo_della_vita2" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/il_girotondo_della_vita2-213x300.jpg" alt="il_girotondo_della_vita2" width="213" height="300" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E&#8217; non capire che amo fino in fondo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 18:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Brazil]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Misantropia]]></category>
		<category><![CDATA[Rigurgiti poetici]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Poiché il cielo è così alto io sono un servo:
è giusto non dormire.

La gola è stretta, da intonare all’urlo,
dentro ho la vocazione maledetta.
Ma mi confondo
con tutto questo sonno.
Amo senza capire.
E’ non capire, che amo fino in fondo.

Mi spoglia
mi porta in giro sanguinante.
Lo spazio che mi cerca e che mi strozza
è un movimento andato
dove mi trovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Poiché il cielo è così alto io sono un servo:</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>è giusto non dormire.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>La gola è stretta, da intonare all’urlo,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>dentro ho la vocazione maledetta.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Ma mi confondo</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>con tutto questo sonno.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Amo senza capire.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>E’ non capire, che amo fino in fondo.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Mi spoglia</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>mi porta in giro sanguinante.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Lo spazio che mi cerca e che mi strozza</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>è un movimento andato</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>dove mi trovo infermo</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>nella malinconia d’essere altro.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Io vengo deportato</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>vengo allo sguardo.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Meno non posso.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>Essere qui col corpo, col dolore,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>tutto ferito, pronto al mio assalto,</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>a un altro finire ancora dietro l’altro.</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span><span style="color: #cc99ff;"><em>da sempre perdendosi</em></span></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em>Silvia Bre &#8211; Sebastiano </em></span></p>
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		<item>
		<title>&#8220;Se prostituirsi è affittare il proprio corpo, sposarsi è venderlo&#8221;</title>
		<link>http://www.zannaflower.com/2009/03/25/se-prostituirsi-e-affittare-il-proprio-corpo-sposarsi-e-venderlo/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 23:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zannaflower</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bambola di pezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bolla di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Oi Dialogoi]]></category>
		<category><![CDATA[Smania]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stralci di conversazioni notturne]]></category>

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		<description><![CDATA[Danny -  Perché le 3 del mattino è sempre l&#8217;ora preferita per mettere sù un cd di Nick Cave, cadere in depressione e suicidarsi? Perché no a mezzogiorno quando tutti sono svegli e in grado di chiamare un&#8217; ambulanza?
Sam -  Cosa mi sta succedendo? Mi viene tutto male, perfino uccidermi mi viene male.
Danny &#8211; Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny -  Perché le 3 del mattino è sempre l&#8217;ora preferita per mettere sù un cd di Nick Cave, cadere in depressione e suicidarsi? Perché no a mezzogiorno quando tutti sono svegli e in grado di chiamare un&#8217; ambulanza?</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Cosa mi sta succedendo? Mi viene tutto male, perfino uccidermi mi viene male.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny &#8211; Sono sicuro che se ti concentrassi riusciresti ad ucciderti meglio di chiunque altro.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Davvero?</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Danny -  Sì, riesci a fare qualsiasi cosa meglio di chiunque altro</span></em></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">Sam -  Dici?</span></em></p>
<p><span style="color: #cc99ff;"><em><br />
</em></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-523" title="felafel" src="http://www.zannaflower.com/wp-content/uploads/2009/03/felafel-229x300.jpg" alt="felafel" width="229" height="300" /></p>
<p><em><span style="color: #cc99ff;">( devo concentrarmi )</span></em></p>
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