Liberamente ispirata

Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; la condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell’abitante.

La città deve essere qualcosa di più dell’amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d’amore prendere solo la parte iniziale, quella degli sguardi, dei non detti e delle palpitazioni.

Superata una certa soglia subentra la confidenza, la città lascia in te qualcosa di sé e tu riponi in lei qualcosa di tuo… confondendo i recessi più miseri e nascosti dell’essere umano con i vicoli più bui e malfamati della periferia.

Prendere poco da una città, per dare poco. Conoscere poco una città, per non rivelarsi troppo.


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