Liberamente ispirata
Il modo migliore di vivere una città è attraversarla senza mai viverla, accarezzarla senza mai possederla; la condizione ideale è quella del viaggiatore e non dell’abitante.
La città deve essere qualcosa di più dell’amante di una notte e qualcosa di meno della compagna di una vita; delle storie d’amore prendere solo la parte iniziale, quella degli sguardi, dei non detti e delle palpitazioni.
Superata una certa soglia subentra la confidenza, la città lascia in te qualcosa di sé e tu riponi in lei qualcosa di tuo… confondendo i recessi più miseri e nascosti dell’essere umano con i vicoli più bui e malfamati della periferia.
Prendere poco da una città, per dare poco. Conoscere poco una città, per non rivelarsi troppo.


4 Responses to “Liberamente ispirata”
luglio 6th, 2010 saat: 18:53
Clap clap clap!
luglio 6th, 2010 saat: 19:58
/me commossa si inchina *_*
luglio 7th, 2010 saat: 10:56
Vivi anche tu a San Francisco?
luglio 7th, 2010 saat: 11:07
Intrecciate e contorte, labirintiche e convulse, folli ed esagitate; oppure lineari e geometriche, chiare e semplici, cristalline come l’oceano su cui si affacciano o torbide come i fiumi che le attraversano. Le città sono come le persone, l’importante è trovarne una che combaci coi pezzi di puzzle della tua mente (tipo San Francisco).
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