Del mio ombelico
Stamattina ho mangiato un gelato. Mi hanno detto che il segreto per fregare il blocco dello scrittore sia scrivere una cosa qualsiasi e continuare, poi le parole escono da sole, non credo funzioni.
Facciamo finta però che sia così, stamattina ho mangiato un gelato – fragola e pistacchio – mentre camminavo per le vie di una città che frequento ma non conosco.
C’era il sole e i ragazzi erano tutti in giro, sembravano felici e in gran confidenza; io invece mi trovo sempre fuori anche se ora ho una gelateria preferita e, probabilmente, qualcuno che studia le mie abitudini.
Di sicuro i miei compagni pensano che io sia un po’ strana, ma in fondo innocua, come quando andavo a scuola e mi si voleva bene, perché facevo ridere, ma con moderazione.
E quindi alla fine sono cresciuta, sono emigrata ma è cambiato poco, leggo ancora libri invece di ascoltare le lezioni e scrivo ancora di me e del mio ombelico.
Solo che, adesso, ballo canticchiando per casa e ho ripreso ad attorcigliarmi i capelli tra le dita, come faceva mia mamma quando le sedevo accanto - allo specchio la vedo sempre più spesso e la cosa non mi spaventa – e poi ci sei tu che mi fai notare che le periferie delle città sono tutte uguali, per darmi conforto e farti premiare con sorrisi.


2 Responses to “Del mio ombelico”
maggio 6th, 2010 saat: 10:38
Ohi, cara….da quanto non ci sriviamo più….era anche un sacco che non leggevo il tuo blog….. :*
maggio 6th, 2010 saat: 17:00
Eh, non ti scordar di me
Propongo di scriverci via email.
Grazie per esser passato :*
Leave a Reply