Ritorni(o) di pezza

E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.

E passo davanti ad uno specchio, che non è più mio, e non riflette le rughe… rughe di chi è rimasto, per coraggio o per un’altra scusa qualsiasi.

E mi perdo negli abbracci e nei sorrisi di chi ha capito, di chi sa accogliere, di chi non ha bisogno più di chiedere.

E anche se mi guardo con gli occhi degli altri, non riesco a rimproverarmi niente.



3 Responses to “Ritorni(o) di pezza”

  • 1 Sim Says:

    E al posto delle molte rughe di chi è rimasto, una sola ruga a solcare il tuo volto: la ruga del viaggio, della fuga, della sfida e della follia.

  • 2 Giofilo Says:

    Anch’io ho passato molte settimane a trovare qualcosa da rimproverarmi, invano.

    ps: ora sei nella poco visibile lista di link del mio blog ;-)

  • 3 Zannaflower Says:

    @sim: forse non dovrei più nasconderla con i capelli :)

    @giofilo: in sintesi la cosa importante è cercare sul serio e non trovare per forza qualcosa da rimproverarsi.
    Tu sei già nel mio google reader, adesso ti aggiungo anche qui.

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