Ritorni(o) di pezza
E mi trovo in una terra dove tutto langue, dove l’aria é ferma e la gente tace; mi ritrovo con il volto bello e le viscere graffiate, dove non c’è ritorno, dove non c’è perdono, in una terra che tutto pesa e soppesa e niente dimentica.
E passo davanti ad uno specchio, che non è più mio, e non riflette le rughe… rughe di chi è rimasto, per coraggio o per un’altra scusa qualsiasi.
E mi perdo negli abbracci e nei sorrisi di chi ha capito, di chi sa accogliere, di chi non ha bisogno più di chiedere.
E anche se mi guardo con gli occhi degli altri, non riesco a rimproverarmi niente.



3 Responses to “Ritorni(o) di pezza”
gennaio 5th, 2010 saat: 22:42
E al posto delle molte rughe di chi è rimasto, una sola ruga a solcare il tuo volto: la ruga del viaggio, della fuga, della sfida e della follia.
gennaio 6th, 2010 saat: 14:32
Anch’io ho passato molte settimane a trovare qualcosa da rimproverarmi, invano.
ps: ora sei nella poco visibile lista di link del mio blog
gennaio 6th, 2010 saat: 14:56
@sim: forse non dovrei più nasconderla con i capelli
@giofilo: in sintesi la cosa importante è cercare sul serio e non trovare per forza qualcosa da rimproverarsi.
Tu sei già nel mio google reader, adesso ti aggiungo anche qui.
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