Smania su carta

La sensazione  della punta sul foglio ha un sapore infantile, l’odore di merendine lasciate ad essiccare negli zaini, e la stessa vocazione al pianto.

La pagina mi terrorizza, lo stridere dell’inchiostro,  meno familiare del ticchettio dei tasti, è di sicuro più potente; mi risuona nel cervello, come eco di passi in corridoi bui, odor di incenso e statue ad ogni angolo.

Gli errori, le sbavature, nere su sfondo bianco, sboccate, intransigenti…mi accusano!012

L’inizio del delirio su carta è la crepa, testimone dei terremoti sotto la pelle.


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