Le maglie si sono rinserrate
“Ciò che mi fa disgusto , in fondo, è d’esser stato sublime, ieri sera. Quando avevo vent’anni mi sborniavo e poi spiegavo che ero un tipo sul genere di Descartes. Sentivo perfettamente che mi gonfiavo d’ eroismo, mi lasciavo andare, mi piaceva. Dopodiché il giorno seguente avevo una tale nausea come se mi fossi svegliato in un letto pieno di vomito. Io non vomito, quando sono ubriaco, ma sarebbe molto meglio. Ieri non avevo nemmeno la scusa dell’ubriachezza. Mi sono esaltato come un imbecille. Ho bisogno di ripulirmi con pensieri astratti, trasparenti come l’acqua.
Questo senso di avventura decisamente non proviene dagli avvenimenti: ne ho fatto la prova. Piuttosto è il modo in cui gli istanti si concatenano. Ecco come credo che avvenga: d’un tratto si sente che il tempo scorre, che ogni istante porta con sé un altro istante, questo un altro e così di seguito; che ogni istante si annulla, che non vale la pena di tentare di trattenerlo, ecc. ecc.
E allora si attribuisce questa proprietà agli avvenimenti che vi appaiono negli istanti; ciò che riguarda la forma lo si attribuisce al contenuto. Insomma, di questo famoso scorrere del tempo, se ne parla molto ma non lo si vede affatto (…)
Questo si chiama, se ben ricordo, l’irreversibilità del tempo, il senso dell’avventura sarebbe semplicemente quello dell’irreversibilità del tempo. Ma perché non lo si ha sempre? Forse il tempo non sarebbe sempre irreversibile?
Vi sono momenti in cui si ha l’impressione che si può fare quel che si vuole, andare avanti o tornare indietro, che ciò non ha importanza; e poi altri in cui si direbbe che le maglie si sono rinserrate e, in questi casi, non è questione di mancare il proprio colpo poiché non si potrebbe più ripeterlo.”
J.P.Sartre “La nausea”


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