Pazzia?
Risalendo via Plebiscito sul bus mi rendo conto di quanto sia lunga, non ci avevo mai fatto caso. Un uomo conta convulsamente i soldi che ha in tasca, li ripone, riconta, li ripone, riconta. Quando l’attività sembra averlo stancato inizia a esplorare le cavità del suo naso, pensando bene di saggiarne sapori e odori, ride parla da solo…mi mette a disagio. Per non pensarci guardo la strada che scorre veloce. Quando mi giro il pazzo è ancora lì, in piedi, lo guardo vedendolo davvero per la prima volta, e mi rendo conto che a procurarmi disagio non è il fatto che sia pazzo, è che quell’ uomo mi piace, nei suo lineamenti, forse nel suo sguardo, c’è qualcosa che mi attrae; si alza sussurra qualcosa di incomprensibile, gli sorrido, una donna comincia a inveire contro di lui, chiarendo che lo scagioni unicamente il fatto che sia “sciemo”. Realizzo che gli esseri umani mi fanno paura.


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